Un rumore secco risuonò nella stanza del capitano. Qualcuno stava attendendo fuori dalla porta.
C – Avanti
T – Capitano, sono appena tornata con la navetta dalla nostra attuale meta. Le posso anticipare che il nuovo pianeta viene chiamato dagli indigeni: Terra.
C – Bene, ed è pronta per il rapporto?
T – Come da prassi
C – Partiamo dunque con la registrazione. Sono qui con la Tenente di navetta appena giunta dalla sua missione di avanscoperta dal pianeta sede della nostra attuale missione. Mi ha appena informato che gli indigeni lo chiamano Terra. Parli pure.
T – Come dimostrano i diari di bordo della navetta, sono partita dall’astronave in avanscoperta e sono atterrata sulla nostra attuale meta, il pianeta i cui abitanti chiamano Terra. Sono vissuta tra gli indigeni per due mesi. I mesi sono una unità di misura indigena del tempo. Quindi per circa un sesto del giro che questo pianeta fa attorno alla propria stella. Tutto è comunque consultabile negli archivi che ho creato.
C – Gli indigeni sanno qualcosa?
T – No. Ho usato le solite procedure: catturato più immagini possibili di indigeni in modo da ottenere le fattezze che mi facessero risultare ai loro occhi un individuo il più comune possibile. Sono così passata abbastanza inosservata e le poche volte che ho avuto dei problemi ho modificato i miei tratti facciali e non solo, portando un po’ di scompiglio e potendo ripartire da capo. C’è stato un problema serio una sola volta, ma è tutto consultabile.
C – Come vivono? Come ti ricorderai, poco prima che tu partissi avevamo sentito che vivono in regime di guerra senza guerra e che ci sono continui cambi di fazione!
T – Ovviamente ho inserito negli archivi della navicella la storia degli indigeni. È interessante. Attualmente è cambiato tutto, da allora. Ma si potrebbe dire, con una espressione tipica degli indigeni, che la storia tende a ripetersi. Cambiano gli attori, cambia il contesto, ma la storia torna a ripetersi.
C – Tecnologicamente potrebbero, come diciamo noi, liberarsi dalla gravità?
T – Sì, ci fu molto tempo fa un primo tentativo riuscito, fu durante la cosiddetta “guerra fredda”
C – Ah, la guerra che non era propriamente una guerra!
T – Sì. Atterrarono sul loro satellite. Però il progetto fu presto abbandonato. Successivamente fu ripreso e si potrebbe dire che ora sono quasi una civiltà interplanetaria
C – Quasi? In che senso.
T – È complicato.
C – Cioè?
T – È che. Come posso spiegarmi in modo semplice?
C – Il nostro popolo di esploratori ha visitato centinaia di mondi. Non ne abbiamo trovato uno esattamente uguale ad un altro
T – È anche questo il bello di esplorare.
C – Infatti, il nostro popolo lo continua a fare da tempo immemore e continuerà così per almeno altrettanto tempo. Però le civiltà che abbiamo incontrato o si sono liberate dalla gravità o non si sono ancora liberate dalla gravità. Quando accade, cambia tutto. Le possibilità che apre il liberarsi dalla gravità sono infinite. Nasce un’epopea che travolge tutti e tutto. È un inizio dopo il quale tutto ciò che esisteva prima, a confronto è passato. Semplicemente.
T – Su questo pianeta è però arrivata “Libertà Assoluta”.
C – Cos’è?
T – Più realtà diverse dalla realtà
C – Le abbiamo anche noi
T – Tutt’altra cosa. Le nostre sono finte realtà.
C – Certo. Perché la realtà è la realtà.
T – Non se non sai di essere in una finta realtà.
C – E perché dovresti entraci? Sarebbe alienante.
T – Non per loro
C – Ma in che mondo vivono?
T – Come ho detto
C – è complicato.
T – Sono complicati. Vivono in modo che la natura possa quasi totalmente ridiventare selvaggia.
C – Nuovamente la parola “quasi”!
T – Purtroppo è così.
C – E poi cosa significa “ridiventare selvaggia”? In quasi tutti i mondi tecnologici si è integrata la natura.
T – Qui no. O meglio pochissimo. Cioè pochissimi. Non vorrei ripetermi, ma
C – è complicato.
T – È un mondo sfaccettato. Poche realtà, ma molti casi particolari. Potremmo parlare di un mondo blu e variopinto: il bianco, i verdi infiniti e tanti altri colori, tutte le tonalità immaginabili qui sono visibili all’aria aperta. Ma non è sempre così.
C – Forse è meglio interrompere il rapporto. Vorrei iniziare a consultare gli archivi della navicella. Così ci aggiorneremo quando avrò un’infarinatura e con poche domande mirate spero tutto sarà chiaro.
